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IMPRENDITORE DA ZERO

Rina Aimoni

Copyright © 2019 Rina Aimoni Tutti i diritti riservati.

Sommario

1. È POSSIBILE DIVENTARE IMPRENDITORI PARTENDO DA ZERO?…………………………………………………………………………………………………….1

1.1 ESISTE UN PERCORSO PER DIVENTARE IMPRENDITORE PARTENDO DA ZERO?……………………………………3

1.2 QUALI SONO, NEL CONCRETO, I PASSI DI QUESTO PERCORSO? ………………………………………………………………………………………5

1.3 COMUNICARE, COMUNICARE, COMUNICARE………………9 2. BIOGRAFIA…………………………………………………………………………………11 3. IL MIO PROGETTO ……………………………………………………………………18

3.1 UN PICCOLO RIASSUNTO………………………………………………….18

3.2 UN NUOVO MODO DI FARE IMPRESA……………………………23 4. ED ORA IL MIO MONDO… ……………………………………………………..28 IN CONCLUSIONE… ……………………………………………………………………32

Se c’è una parola che fa paura a molti è proprio il termine Imprenditore.

Spesso, nell’immaginario comune, l’imprenditore è visto con accezione quasi negativa: una persona che mette prima di tutto il suo lavoro e il suo guadagno; ma a dire la verità, molto più spesso, la figura dell’imprenditoreviene visto come qualcosa di estremamente lontano, quasi irraggiungibile.

A meno che non si abbia un’impresa di famiglia, già avviata, e quindi non si decida di portarla avanti (diventando così imprenditore nella maniera che molti definirebbero “la più semplice”), iniziare da zero una propria attività sembra per molti qualcosa di inarrivabile e spaventoso.

La prima domanda che spesso ci si pone e alla quale questo manuale vuole cercare di dare risposta è proprio questa: “È davvero possibile diventare imprenditori partendo da zero?”

Chiariamo subito che la mia risposta è “Sì, si può” e vedremo poi nel dettaglio a quali condizioni.

Arriveremo così anche ad una seconda domanda: “Come? Esiste un percorso per diventare imprenditore partendo da zero?”

Che tu sia un uomo o una donna, con più o meno esperienza, quello che cercherò di fare sarà quindi guidarti passo passo per capire se il mondodell’imprenditoria possa fare per te e come sia possibile muovere i primi passi in questo mondo, anche partendo da zero.

Certo, non sarà un percorso semplice, ma se hai voluto iniziare a leggere questo manuale, sono abbastanza sicura che tu sia già a buon punto

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1. È POSSIBILE DIVENTARE IMPRENDITORI PARTENDO DA ZERO?

Abbiamo già chiarito quale sia la mia idea: certo, è possibile!

Ciò che c’è da chiarire subito, però, è che diventare Imprenditori non è una cosa che si possa improvvisare. E nemmeno una strada per la quale si possano cercare delle scorciatoie.

O meglio, non se si vuole costruire un business sostenibile e duraturo nel lungo periodo.

Esiste un percorso molto preciso, delle basi da porre, ancor prima di iniziare a pensare a numeri, budget, prodotti e clienti.

Questo percorso parte sicuramente da Te, dalla Tua persona, dal Tuo atteggiamento. Cercare soluzioni facili e veloci non ti porterà da nessuna parte: partire da zero si può, abbiamo detto, ma solo se sarai convinto che questa sia la tua strada e solo se sarai disposto a lavorare sodo, a metterti in discussione e a migliorarti continuamente per raggiungere i tuoi obiettivi.

E non parlo ora di obiettivi solamente economici: essere imprenditore, costruire la propria azienda è una crescita continua, sia dal punto di vista finanziario (almeno questo dovrebbe essere lo scopo!), sia dal punto di vista personale.

Potrai iniziare davvero a pensare al Tuo percorso verso la gratificazione (personale ed economica) solo quando ti sarà chiaro che questo percorso sarà lungo e impegnativo e sicuramente non privo di difficoltà e rischi e solo se riuscirai ad essere paziente e scrupoloso e a mantenere il giusto atteggiamento. Il tutto ovviamente unito a delle buone idee!

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Ora che abbiamo chiarito che Sì, si può, ma non sarà facile, ecco cosa sicuramente ti potrebbe aiutare: la passione!

Se per lavorare come dipendente amare ciò che fai di certo aiuta, per essere un imprenditore deve essere la prima cosa: solo se farai qualcosa che ti diverte e che senti pienamente nelle tue corde, allora potrai superare quei momenti di sconforto e di fallimento che ci saranno lungo il tuo cammino (perché ci saranno, fidati!)

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1.1

ESISTE UN PERCORSO PER DIVENTARE

IMPRENDITORE PARTENDO DA ZERO?

Sì, esiste! E non è per niente semplice!

Prima di tutto vorrei fare una premessa: ogni persona è un mondo a sé, quindi, pur seguendo delle linee guida, non esiterà mai un percorso valido per tutti.

Si possono dare consigli che possono essere più o meno utili, ma non saranno mai giusti o sbagliati in assoluto. Ognuno ha la propria storia, il proprio bagaglio di conoscenze ed esperienze e nessuno potrà mai decidere a priori se una persona sarà mai in grado di diventare imprenditore, se non la persona stessa. Solo noi possiamo prendere consapevolezza e convincerci se potremo farlo o meno, solo guardandoci con gli occhi della realtà, con occhi razionali e ragionando sulle nostre esperienze passate.

Una cosa è certa: se anche in questo momento non ti senti in grado, non è detto che non potrai mai esserlo, se solo tu lo vorrai.

La cosa fondamentale è darsi tempo, anche se questo tempo fosse limitato (magari perché stai affiancando la tua idea di diventare imprenditore ad un altro lavoro, che per il momento ti da più certezze), l’importante è che tu sia convinto del tuo progetto e delle tue capacità e che tu sia disposto a metterti in gioco. Solo tu puoi decidere quale sia il lasso di tempo giusto per te, non esiste una tempistica assoluta.

L’importante è fare, provare, testare, senza aver paura di sbagliare e fallire, perché è certo che sbaglierai e fallirai, ma sarà proprio da questi fallimenti che dovrai imparare quanto più possibile: non riuscire al primo colpo potrebbe insegnarti molto più di quanto credi e potrebbe essere la chiave perché il tuo business possa risultare duraturo.

“FARE – FALLIRE – RICOMINCIARE”

queste dovrebbero essere le parole d’ordine per iniziare a
costruire il tuo Business con basi solide.
Non importa quanto ci metterai, non importa di quanto tempo avrai

bisogno per formarti e prepararti: il tempo che spenderai per Te ora sarà sicuramente una solida base per la tua attività in futuro.

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1.2 QUALI SONO, NEL CONCRETO, I PASSI DI QUESTO PERCORSO?

Vediamo ora quali sono gli elementi principali di questo percorso.

Il giusto atteggiamento

Ho già accennato al giusto atteggiamento; questo percorso parte, infatti, proprio dall’elemento centrale dell’essere imprenditore: la Persona.

Il punto di partenza è proprio un cambio di mentalità, che deve essere alla base del futuro imprenditore.

Vedere le cose da e con una prospettiva diversa, vedere soluzioni dove gli altri vedono problemi, essere aperti a nuove idee, essere in grado di fissarsi obiettivi concreti, avendo già chiara la strada per raggiungerli, ma nello stesso tempo avere quella giusta flessibilità ed essere in grado di modificare il proprio percorso (ma non i propri obiettivi!) sulla basedell’esperienza, della ricerca, dell’evolversi delle situazioni.

Abbiamo già detto come la passione dovrà essere la tua guida: scegliere un business che ti appassiona ti aiuterà a superare momenti difficili e sfide complicate (e ce ne saranno, te lo assicuro) e ti renderà più credibile agli occhi del tuo potenziale cliente, al quale sarai in grado di dare un valore aggiunto.

Il cliente: dovrai renderti conto di come proprio il cliente sia l’unicosoggetto in grado di decretare il tuo successo. Sarà necessario metterlo al primo posto: il tuo prodotto dovrà essere formulato per dare valore al cliente, per dare una soluzione ai suoi problemi, per dare un riscontro ai suoi desideri.

Il tuo atteggiamento dovrà essere la parte fondamentale del tuo business: la tua curiosità dovrà spingerti a porti delle domande; a porre delle domande. Dovrai essere in grado di metterti in discussione e di vedere ciò che non è visibile; dovrai riuscire ad analizzare fatti e dati e a basare su quelli le tue decisioni. Dovrai essere umile e disposto a formarti continuamente, ad imparare. Dovrai riuscire a distinguere chi, nel tuo settore, ce l’ha fatta per imparare proprio da loro e non commettere, al contrario, gli stessi errori, che chi era nella tua situazione, prima di te, ha commesso.

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Mantenere una mente aperta, leggere ed essere attento a recepire nuovi stimoli ti aiuterà a non voler seguire sempre gli stessi schemi di ragionamento, che non ti porteranno da nessuna parte.

Dovrai avere un atteggiamento aperto alle relazioni: conoscere nuove persone ti permetterà di aprire nuove opportunità, ma anche di ricevere consigli e spunti di riflessione nuovi.

Cosa fondamentale per avere un giusto atteggiamento è essere consapevole di chi sei: dei tuoi obiettivi, le tue priorità (nel lavoro e nella vita), i tuoi punti di forza. Dovrai essere realista e pragmatico ed essere in grado di analizzare te stesso e la realtà per quello che davvero è.

La preparazione

Una volta che avrai definito se il tuo atteggiamento sia adatto o menoall’essere imprenditore, ma soprattutto se sarai disposto ad un radicale cambio di mentalità, il secondo passo da fare è sicuramente quello della formazione.

Dovrai acquisire (se non le hai già) competenze tecniche, specifiche del settore nel quale vorrai aprire il tuo business: senza una conoscenza accurata del settore, del prodotto stesso e dei competitors non potrai capire come distinguerti, come creare il Tuo prodotto, il Tuo brand e diffondere la Tua idea.

Sono inoltre fondamentali competenze relazionali e di comunicazione: le persone dovranno essere al centro del tuo business e saperti relazionare con loro sarà il primo passo. Dovrai essere in grado in primo luogo di analizzare il mondo del “fare impresa” con chi già ne fa parte, per poter capire esigenze e priorità e non commettere gli stessi errori di chi ci è già passato e per fare questo dovrai iniziare inevitabilmente a relazionarti con chi in quel mondo ci è già da tempo.

Saper comunicare significa anche saper mostrare le proprie competenze tecniche e le proprie specificità: quali sono i tuoi talenti? Cosa ti distingue dagli altri?

Inoltre, ma qui vorrei fare solo un breve accenno, oggi è fondamentale saper sviluppare e far crescere le proprie relazioni sia offline, sia online.

Un’altra competenza che dovrai necessariamente sviluppare è in ambito finanziario: certo non sarà necessario studiare libri e libri di economia, ma sicuramente saper controllare il tuo business e gestire bene le tue risorse

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(soprattutto quando sono limitate!) ti permetterà di limitare sprechi e perdite, evitando così anche cali di motivazione.

La progettazione

Una buona idea è sicuramente il punto di partenza per un buon Business: trova la tua buona idea!

Il consiglio che voglio darti è di partire dal pubblico: scegli la tua nicchia, analizzane le necessità e le problematiche e trova la soluzione da proporre loro.

Deve trattarsi di una soluzione che dia valore al tuo pubblico, che ti faccia eccellere rispetto alla concorrenza. Il cliente deve scegliere te perché il tuo prodotto o servizio è il migliore per le sue esigenze, perché Tu sei la soluzione più adatta a lui.

Tramite delle ricerche di mercato potrai capire se ci sia una domanda sufficiente per il tuo prodotto ed ascoltando direttamente i tuoi clienti o potenziali consumatori sarai in grado di evidenziare i punti deboli di quello che vuoi offrire loro, sapendo così cosa potrai migliorare.

Ancor prima di partire dovrai aver ben chiari i rischi e soprattutto quanto, in termini di soldi, tempo ed energie, potrai investire: per limitare fallimenti e frustrazioni è importante non investire più di quanto tu non possa perdere. Se saprai progettare tutto bene fin dall’inizio eviterai di farti scoraggiare eccessivamente da problemi e ostacoli che sicuramente dovrai incontrare (è fisiologico, per quanto tu sia bravo, non potrà mai esserci un percorso del tutto lineare ed imparare a gestire eventuali sconfitte fin dall’inizio sarà fondamentale).

Come già detto, sii flessibile: nella creazione della tua idea,nell’individuazione dei tuoi obiettivi, sarà fondamentale che tu mantenga una buona flessibilità nel modificare eventualmente il tuo piano sulla base di nuovi dati e rilevazioni.

Una volta che avrai definito la tua nicchia di pubblico e di conseguenza la tua idea, il passo successivo sarà quello di redigere (o almeno avere ben chiaro nella tua testa) il tuo Business Plan.

Parlando di Business Plan ci si riferisce ad un quadro della tua azienda: cosa fornisce, come opera, a chi si rivolge e quali sono le tue previsioni in campo finanziario per i successivi 3-5 anni.

Se anche la tua azienda sarà di piccole dimensioni (magari composta solo da te), aver ben chiaro il tuo business plan sarà un ottimo punto di partenza.

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Definire, anche solo per te stesso, il tuo target, i tuoi obiettivi e la tua strategia per raggiungerli ti faciliterà poi durante il tuo percorso.

Ovviamente, come già sottolineato diverse volte, il Business Plan non dovrà essere nulla di statico, ma dovrai avere la capacità di rivederlo eall’occorrenza modificarlo, sulla base dei riscontri e risultati ottenuti.

Un altro passo fondamentale, una volta definito chi sei e cosa vorrai fare e proporre, sarà la comunicazione del tuo progetto.

Dovrai essere in grado di comunicare in modo efficace a potenziali clienti chi sei, di cosa ti occupi e perché la tua attività dovrebbe interessare loro.

Parlo volontariamente di comunicazione efficace, proprio perché la tua capacità dovrà essere proprio quella di colpire e interessare chi ti ascolta, in qualche secondo. Sappiamo bene come oggi, nel mondo della frenesia, dei Social Network e dell’overflow di informazioni da cui siamo bombardati praticamente in ogni istante, la nostra capacità di attenzione è ridotta al minimo. Non possiamo, quindi, partire dal presupposto che, visto che il nostro prodotto piace tanto a noi, allora interesserà a chiunque: il Tuo prodotto sarà bello e interessante per te, ma dalla tua capacità di presentarlo (e di presentarti) al tuo potenziale cliente, dipenderà quanto anche lui lo trovi attraente.

E cosa rende un prodotto o servizio attraente per una persona?

Principalmente due cose: quanto il tuo prodotto dia valore e quanto risolva un problema.

Per presentare la tua attività e il tuo prodotto in modo efficace, un buon metodo è proprio quello di partire dal problema, dalla necessità del tuo potenziale cliente (come definisci questa necessità? Facendo domande e ascoltando!), far capire quale soluzione puoi dare e di conseguenza quale il beneficio principale per il consumatore.

Ultimo step, ma non di secondaria importanza: dovrai dare alla persona che hai davanti dei buoni motivi per fidarsi di te; dovrai risultare credibile, credere tu stesso per primo nel tuo prodotto e mostrare quella passione di cui parlavamo prima, ma soprattutto devi far capire perché la persona che avrai davanti dovrà scegliere proprio te e il tuo prodotto o servizio.

Avere una buona capacità comunicativa non solo ti permetterà di ottenere un maggior numero di contatti, ma renderà il tuo brand sempre più forte, facendo in modo che le persone si fidino sempre più di te e del tuo marchio.

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1.3 COMUNICARE, COMUNICARE, COMUNICARE

Una famosa canzone citava “Parole, parole, parole…” ma le
parole spesso non servono a nulla, se non sanno comunicare.
Un imprenditore di successo deve necessariamente saper comunicare,

ma deve anche saper capire la comunicazione delle persone che ha attorno. Il cliente è sicuramente la persona più importante, l’abbiamo già detto: prima di tutto è necessario definire cosa vendere e questo lo si può fare, appunto, solamente partendo dal target scelto come riferimento, ascoltando

ed analizzando le sue esigenze e predisponendo un prodotto adatto a lui. Una volta definito il target ed il prodotto, un’altra questione

fondamentale è “Sono in grado di vendere il mio prodotto?”.
Bene, sembrerà strano, ma anche qui le persone sono fondamentali. Principalmente parliamo di due categorie di persone:
l’imprenditore stesso, che con il giusto atteggiamento, la sua umiltà e

formazione continua, dovrà acquisire quelle competenze che lo mettano nelle condizioni di saper proporre il proprio prodotto o servizio

l’ambiente in cui l’imprenditore opera: attraverso lo studio dei competitors e di chi in quel settore ha già ottenuto dei successi,l’imprenditore potrà acquisire quel know how, quell’esperienza diretta che nessun libro o corso potrà mai insegnargli.

Insomma, avere un prodotto da vendere e saperlo vendere: è proprio questo che fa di una persona un imprenditore.

E allora torniamo alle nostre domande iniziali:

“È possibile diventare imprenditori partendo da zero?”

Si, lo è

“Come?”

Attraverso un lungo percorso, nel quale si sceglie un target di potenziali clienti, un prodotto adatto a loro e si impara a proporre quel prodotto nel modo giusto.

Tutto questo grazie ad un radicale cambio di mentalità. E tu sei pronto a cambiare?

Sei pronto a Fare, Fallire e Ricominciare? 9

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2. BIOGRAFIA

Prima di continuare nella lettura di questa guida “è possibile diventare imprenditore partendo da zero”, e prima quindi di parlarti di come ho potuto io rispondere “SI” a questa domanda e far seguire alle parole dei fatti concreti, lascia che mi presenti, che ti parli un po’ di me, della mia storia.

Nasco nel 1952 a Milano.
Prima di 3 sorelle, ho ricevuto un’educazione severa, ma amorevole. Mia madre non lavorava, anzi, per dirla tutta lavorava tanto quanto mio

padre, ma diciamo che era casalinga.
Gestione di tre figlie femmine, del marito e del nonno, tenere la casa in

ordine e fare spesa e tante altre cose erano le mansioni che
occupavano il tempo di mia madre anche se alla fine risultava “casalinga”.Mio Padre gestiva un’edicola presso la stazione ferroviaria di Milano e

fin da piccola, attorno ai 12-13 anni, cominciai a lavorare spesso in edicola. Erano tempi di grande condivisione e scoperta del mondo e poter leggere tutti i giorni, praticamente fresche di giornata, tutte le notizie è stato per me

molto importate per diverse ragioni.
Da subito ho capito il potere dell’informazione e della conoscenza nel percorso di ognuno di noi.
Tante volte si pensa che studiare abbia un costo alto, che sia
necessario fare dei sacrifici economici importanti. A chi la pensa corsi faccio notare che non ha mai provato il costo dell’ignoranza!!
Negli anni subito dopo la guerra, in edicola, svolgendo un lavoro a

contatto con il pubblico, ho visto la classe operaia formarsi, uscire 11

dell’analfabetismo e compiere enormi sforzi per garantire un futuro migliore alla famiglia ed ai figli.

Tutta via, ma questo l’ho capito con il tempo, ho visto anche comel’informazione possa deviare il pensiero comune facendo pendere l’ago della bilancia verso l’una o l’altra direzione a seconda delle convenienze.

Nelle maglie della disinformazione o per meglio dire della mancata formazione che taluni non volevano che trapelasse caddero anche i miei genitori, che pur disponendo di una vastità di informazioni facilmente reperibili in edicola non potevano leggere quello che non veniva scritto.

Fortunatamente non successe nulla di grave, con il tempo approfondendo i miei studi di ragioneria riuscii senza poche resistenze da parte dei miei genitori a cambiare la destinazione degli utili

dell’edicola potendo contare su un leggero incremento degli interessi sul conto e facilitando la gestione del denaro contate.

Questo fatto mise una pulce nel mio orecchio che con gli anni iniziò a farsi sentire sempre di più con un messaggio che ancora per molto tempo non riuscii a decifrare.

Mi sono sposata e ho messo su famiglia, crescendo con educazione e rispetto due figli maschi.

Come tutti quelli della mia generazione, una volta sposata e messo su famiglia, ho coronato il sogno di comprare casa.

Una prima casa, quando eravamo in 3, venduta e comprata un’altraquando eravamo in 4 e venduta e comprato una più grande quando abbiamo deciso di vivere insieme ai genitori di mio marito.

Non nego che nei primi 2 passaggi di compravendita delle case abbia avuto uno scambio a mio favore nel vendere e comprare, ma con certezza posso dire che si è trattato di un periodo storico che difficilmente tornerà alla portata della classe media nel prossimo futuro.

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Io all’eta di 7 anni

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Per il resto, la mia esperienza come proprietaria di un immobile mi ha fatto riflettere molto.

Un immobile, soprattutto se dopo varie esperienze decidi che debba essere la tua residenza definitiva, necessita di continua manutenzione se vuoi preservarne il valore.

E molte volte, pur non mancando a nessuna manutenzione, il valore non lo puoi comunque decidere tu.

Fluttuazione del mercato, cambiamento del contesto ed altri fattori possono far Aumentare o diminuire il valore del tuo immobile.

Sfortunatamente la storia, anche quella più recente ci dimostra come siano nettamente maggiori le dinamiche che portano alla svalutazione di un immobile piuttosto che alla sua ri-valutazione in positivo.

Se a questo aggiungiamo che come me moltissime persone hanno acquistato chiedendo in prestito dei soldi e finendo di pagare l’immobilemediamente il 30% in più del suo valore di mercato (periodo di acquisto) il cattivo affare è fatto!!!

Crescendo e completando gli studi di ragioneria mi introdussi nel mondo del lavoro come contabile in diverse realtà milanesi.

Dai prodotti per l’edilizia alle agenzie pubblicitarie alla vendita al dettaglio di mobili.

Passai da aziende piccole che poi sarebbero diventate dei colossi a livello nazionale ad aziende già avviate che avrebbero coperto ben presto l’interoemisfero in termini di presenza sui mercati.

In tutte queste realtà ho rivisto, in modalità e tempi differenti ovviamente, il potere dell’informazione e della mancata formazione o meglio ancora in taluni casi di un’informazione deviata con l’obiettivo di“tenere a bada” la forza lavoro.

Per farti capire quanto questo discorso non abbia Colori politici, posso dirti che ho visto le medesime dinamiche quando si trattava di “aizzare” la forza lavoro contro qualcuno o qualcosa.

Generalmente i temi toccano sempre la sfera economica della vita sociale ed è la sfera economica che, per come abbiamo impostato la nostra società civile, regola il nostro stato di benessere. Sì, non è sempre vero, ma diciamo che in linea di massima è un buon indice di misurazione.

La mia esperienza nel mondo del lavoro da dipendente mi ha dato molto e non rinnego nulla di tutto il mio percorso lavorativo, ma tutte queste realtà,

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tutte queste situazioni molte volte spiacevoli, altro non facevano che risvegliare quella vocina che si faceva sempre più forte ma che ancora non riuscivo a capire cosa dicesse, quale concetto volesse sottolineare.

All’eta di 50 anni con i figli grandi, separata dal marito e con un lavoro bello e posto fisso garantito mi trovai nella mia “terra di mezzo”.

Del mio lavoro, del mio posto fisso con contributi pagati ecc ecc torno a precisare che non rinnego nulla anzi, ma di fisso non vi era solo il posto. Di fisso c’era anche lo stipendio che di sicuro non ricalcava quello che era il costo della vita (in costante aumento), nè tantomeno le prestazioni che mi si richiedevano, in costante aumento rispetto al congelamento della mia tariffa oraria.

Ma soprattutto non mi venivano riconosciute quelle gratificazioni (in termini di carriera, e di conseguenza di stipendio) a cui aspiravo.

Ormai a 50 anni mi resi conto che pochissime erano le possibilità di aspirare ad una carriera più elevata.

Questa mia condizione di posto fisso riguardava con mio grande rammarico anche alcune persone più giovani.

Al pari del mio percorso, ricco di sacrifici ma anche di soddisfazioni, vedevo e vedo per queste persone che magari avevano sacrificato anche molti più anni in validi studi universitari, meno possibilità di emergere lavorativamente e migliorarsi nella società rispetto a quelle che ho avuto io.

Intendiamoci, ho detto appositamente alcune e non tutte. Sono altresì cosciente del fatto che viviamo in una società ricca di distrazioni e che richiede capacità di concentrazione e di focus sulle cose importanti alle quali non tutti decidono di impegnarsi, anzi molti scelgono appositamente la strada dell’ozio e del poco impegno.

Lo sgomitare per fare carriera, il dover scegliere, soprattutto se si è donna, il lavoro prima di costruirsi una famiglia, il continuo sacrificio come lettura di report o mail che arrivano direttamente sul tuo smartphone anche nei giorni non lavorativi sono situazioni che poco si sposano con quello che dovrebbe essere un lavoro etico e da dipendente.

Dentro di me cercavo un modo per invertire questa tendenza di dover dare tanto, spesso scavalcando quella che è la tua etica, per ricevere poco in cambio a parità di un impegno maggiore e di grandi responsabilità.

Cercavo qualcosa che potesse far tornare la persona al centro che con impegno e dedizione potesse veramente emergere a livello economico in un sistema realmente meritocratico e giusto.

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Di treni nella vita ne passano molti, il segreto è quello di restare sempreall’erta in prossimità della stazione, sarà la tua esperienza, che poi altro non è che il frutto di errori passati, a farti capire quale treno faccia al caso tuo.

Fu cosi che, all’eta di 50 anni, decisi di iniziare un’avventura nel mondo imprenditoriale.

Solo nel prossimo capitolo mi addentrerò nei dettagli del business, ora voglio portarti alla conclusione del viaggio per farti capire cosa quella vocina mi diceva fin da bambina.

L’ho capito solo alcuni anni dopo aver intrapreso il mio viaggio e mi ha permesso di avere una visione molto più chiara delle dinamiche nelle quali mi sono trovata nel mio percorso di vita.

Diventare imprenditrice soprattutto nelle modalità avanzate che questa era storica mi ha consentito mi ha fatto realmente capire qual è la cosa che più manca alle persone:

L’EDUCAZIONE FINANZIARIA!!

Intendiamoci non sto assolutamente parlando di dover fare degli studi accademici conditi da specializzazioni e Master in prestigiose università europee o americane, ma sto parlando di qualcosa che si potrebbe insegnarefin da bambini, per dare la possibilità, da adulti, di saper riconoscere con più chiarezza il percorso giusto da quello che lo è un po’ meno.

Nell’immaginario comune si pensa che le informazioni possano

solamente essere sviscerate nelle sedi ufficiali (università, master, specialistiche ecc ecc), in realtà, soprattutto le università italiane sono poco orientate ed insegnare certi concetti. Sono molto accademiche, e poco reali.

Un esempio sono i professori di marketing nei pochi indirizzi in cui il marketing si insegna che di fatto non hanno mai intrapreso un business reale. Dovrebbero essere dei consulenti esterni all’università, invece sono dei dipendenti statali.

Facendo impresa, confrontandomi quotidianamente con le persone, mi sono imbattuta con quelle che hanno abbracciato il cambiamento (poche) e quelle che invece lo hanno rifiutato (tante)

Di queste poche persone, alcune non sono riuscite a fare propri i principi del cambiamento tornando nella quotidianità fatta di certezze nel breve periodo e chiudendo gli occhi su quello che potrà capitare nel futuro.

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In questo mio percorso, venendo a contatto con queste realtà, ho capito quali forti condizionamenti possano venire dalla società e dalla famiglia.

Dalla società (italiana in particolare) vi è una costate pressione sulla paura di perdere quel poco che si ha, tendendo quindi a non rischiare qualcosa per un premio molto maggiore in termini di miglior stile di vita a livello etico, personale ed economico.

La mancanza di educazione finanziaria porta all’interno delle famiglie delle dinamiche che pur basandosi su nobili principi, ovvero quello di protezione nei confronti di un componente, in realtà altro non stanno facendo che tarpare le ali ad un possibile soggetto finanziariamente libero.

E’ attraverso una corretta educazione finanziaria che è possibile far percepire la gravità del futuro che ci aspetta alle nuove leve.
E’ attraverso una corretta educazione finanziaria che gli si permette di

effettuare delle scelte corrette per il loro futuro, sopratutto in una realtà, quella odierna, che come già detto ha al suo interno molte distrazioni e tende a creare dei greggi di pecore piuttosto che esseri unici.

Ho voluto raccontarti da dove vengo, quale è stato il mio percorso, cosa ero e cosa sono.

Tutto questo per dare valore ed una giusta percezione di quello di cui ti parlerò nel prossimo capitolo:

E’ possibile diventare imprenditore partendo da zero?

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3. IL MIO PROGETTO

3.1 UN PICCOLO RIASSUNTO

Sono diventata imprenditrice a 50 anni quando, lasciato il matrimonio alle spalle e i con figli ormai grandi, mi sono chiesta se veramente valessi quanto il mondo del lavoro mi aveva dato. Intendiamoci, non rinnego nulla del mio percorso lavorativo, ma io personalmente mi sentivo di valere molto di più!

Di treni ne passano molti nella vita ed ancora oggi, come 15 anni fa, a mio parere, l’era delle grandi opportunità non è ancora finita!

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