Spesso Mi piace navigare in rete.

Quando ho del tempo libero mi piace farmi un giro nella vastità del mondo di internet.
Succede spesso cosi:
Apro google, digito qualcosa che nei giorni precedenti mi ha dato da pensare ed incomincio a googolare fra le pagine.

Come se fossi in una grande libreria incomincio a girare fra gli scaffali in cerca di qualcosa che attiri la mi attenzione.
Non ti nascondo che lam maggior parte delle volte mi capita di fermarmi a leggere qualcosa di un argomento che è lontanissimo da quella che era la mia ricerca originale.
Scommetto che capita anche a te!!!

La stessa cosa è capitata pochi giorni fa, nemmeno mi ricordo da dove è partita la mia ricerca, so solo che ad un certo punto mi sono imbattuta in un articolo titolato “le 27 idee innovative per la tua nuova attività commerciale” o qualcosa di simile…
Sono stata da subito incuriosita, avete mai provato a girare per una libreria ed essere attirate dalla copertina di un libro, più o meno la sensazione è stata quella. Parafrasando la situazione,  la copertina ed in particolare il titolo, mi avevano catturata, dovevo assolutamente approfondire!!

Click, incomincio la lettura,

Click, incomincio la lettura, passo la prima “idea innovativa” , la seconda , terza, quarta, quinta…. undicesima…. ventisettesima!
Più leggo e più rimango perplessa più che sul concetto di innovativa, devo ammettere che alcune quantomeno bizzarre lo erano, rimango perplessa su come i concetti di innovazione e sostenibilità non siano stati minimamente menzionati nell’articolo anzi si spacciava per “innovativo” qualcosa posso definire con assoluta certezza un “fanatico salto nel vuoto” dove si rischia veramente di farsi male.

Ora, per chi scrive articoli del genere …. responsabilità non ce ne sono, io che sono un po’ navigata capisco, ma non condivido, la necessità di scrivere articoli virali per avere maggiore traffico e guadagnare più visualizzazioni sui banner pubblicitari ospitati nel sito web.
Ma per chi legge e si trova nella posizione ideale per potersi “fare male” ovvero persone con poca esperienza, zero formazione imprenditoriale e poca educazione finanziaria, ma con qualche soldo da parte (eredita-risparmi ecc ecc ) che leggono questi articoli rischi ne corre ed anche tanti.

Non voglio fare la parte di quella che rema contro chi vuole rimboccarsi le maniche e provare a garantirsi un futuro migliore, ed è per questo che non entrerò nel merito di ogni “idea innovativa” descritta in questo come in tanti altri articoli simili   (googolate e ne troverete molti) ma piuttosto vorrei analizzare il principio generale di queste fantomatiche idee innovative in relazione alla loro sostenibilità.

Per fare questo l’immagine che ho scelto per questo articolo del mio Blog e soprattutto il titolo già dicono molto.
L’immagine è quella di una saracinesca abbassata e non vuole lasciare intendere che prima o poi chiuderete e fallirete se abbracciate una di queste “idee innovative” ma quello che su cui voglio farti riflettere si sposa molto bene con il titolo di questo mio articolo: Sei un imprenditore o ti sei comprato un posto di lavoro?
Quello su cui voglio farti riflettere nel connubio immagine della saracinesca e titolo dell’articolo è la domanda:
Sei sicuro che non ti stai andando a mettere un una gabbia ancora più restrittiva e sacrificante della tua situazione di partenza?
Leggendo queste idee innovative e sopratutto la quantità di persone che nei commenti di questi articoli chiede informazioni mi rendo conto di quanta poca educazione finanziaria e formazione imprenditoriale ci sia ancora a metà 2019.

Non basta il capitale per fare di te un imprenditore, serve l’esperienza!!!

Non basta il capitale per fare di te un imprenditore, serve l’esperienza!!!
Ovviamente non voglio ridurre tutto l’articolo a questa frase, l’ho sentita molte volte ed ho sempre pensato: ma come posso fare esperienza se mai ci provo ?!?
E’ vero bisogna provarci ma nell’era dell’informazione  perché uno deve infilarsi in business vecchi di 100 anni travestiti da “idee innovative”?!?Anche se tu avessi il miglior prodotto al mondo, investire molto denaro e molto tempo, con forti rischi sul capitale investito avendo solo la garanzia di dover tutte le mattine, domeniche comprese, alzare la saracinesca ed aspettare che i clienti arrivino ti sembra un idea innovativa?
Quando ho scelto di diventare imprenditrice, 15 anni fa, le dinamiche erano le stesse anche per me, volevo svoltare, non avevo un prodotto da vendere, non avevo capitale pronto all’uso e avevo poche garanzie per chiederne molto in prestito e il tempo a disposizione era limitato essendo io ancora una lavoratrice dipendente.
Potenzialmente questa mia voglia di svoltare poteva farmi finire male ed era per questo che avevo bisogno di costruire un business leggero, che fosse bilanciato nell’investimento iniziale rapportato al rischio di fallimento, che non mi obbligasse a presenziare fisicamente tutte le ore del giorno che che sopratutto fosse sostenibile e scalabile nel tempo.
Ovvero che mi consentisse di valutare un aumento di investimento di denaro e di tempo da dedicarci a seconda dell’incremento del volume di affari.
Utopia?!? Troppo bello per essere vero?!? Beh se sono qui a parlartene probabilmente no.

Ora hai 2 strade dopo questo articolo:

Ora hai 2 strade dopo questo articolo:
-ignorare tutto quell scritto fino ad ora (legittimo non penso di avere la verità in tasca)
-capire come sono diventata imprenditrice

Nel primo caso ti auguro tutta la fortuna del mondo, realmente e senza ironia.
Nel secondo ti consiglio di  inserirti nella lista di pre-lancio il mio ebook cliaccando qui sotto

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A presto

Rina Aimoni